martedì 15 maggio 2018

La bambina nel buio...

... di Antonella Boralevi.
La scheda del libro sul sito della Baldini+Castoldi

Oggi voglio parlarvi di un libro che mi è arrivato grazie alla gentilezza della casa editrice Baldini e Castoldi, che ringrazio sentitamente.
 
1985. In una villa immersa nella campagna veneta, Manuela e Paolo danno una grandiosa festa per il loro ventesimo anniversario di matrimonio. La festa è splendida, gli invitati altolocati, la cornice lascia senza fiato. Tutto sembra perfetto, fino a che, alla fine della festa, la figlia della coppia, l'undicenne Moreschina, scompare. La cercano tutti sotto un violento nubifragio, ma della piccola nessuna traccia.
2017. Emma Thorpe è ospite del conte Briani nel suo palazzo veneziano. È arrivata a Venezia nella speranza di riprendersi da un trauma.
In una città misteriosa, a tratti gelida e soffocante, Emma conosce per caso il commissario Alfio Caruso, e, sempre per caso, si troveranno ad indagare su un mistero di trentadue anni prima.
 
Antonella Boralevi ha costruito per il suo romanzo un'atmosfera cupa e angosciante , da tragedia imminente ed inevitabile, che mi ha reso difficile mettere giù il suo libro. Accattivante il contrasto, nella parte del romanzo ambientata nel 1985, tra l'incombere della tragedia e lo splendore un po' glamour e un po' fatuo della festa grandiosa che Manuela, padrona di casa e madre della piccola Moreschina, ha dato, con lo scopo principale di mostrare all'alta società la sua ricchezza, la magnificenza della sua casa, la perfezione della sua famiglia. 
Altrettanto ben riuscita è l'atmosfera soffocante della parte ambientata nel presente, in una Venezia poco turistica e molto fredda, indifferente, grigia. 
 
La storia è intrigante e ruota intorno alla sparizione di Moreschina, bambina confusa alle soglie dell'adolescenza, ma dolcissima, intelligente e profonda. Il padre stravede per lei; la madre ha qualche atteggiamento ambiguo, ha evidentemente qualcosa da nascondere, ma entrambi sono devastati da una scomparsa che non ha senso e non ha un perché.
Le ricerche e le indagini vanno avanti a lungo, nessuno sembra rassegnarsi ad ammettere che Moreschina sembra svanita in una nuvola di fumo.
Trentadue anni dopo, le indagini vengono riaperte per un caso fortuito; qualcosa che non dovrebbe essere dov'è collega tra loro alcuni episodi, all'apparenza estranei ai fatti di trentadue anni prima, fino a squarciare il velo nero che copriva la verità sulla sorte di Moreschina. 
Ben delineati mi sono apparsi i personaggi, anche quelli secondari, tutti credibili con le loro ambiguità, peccatucci e piccoli e grandi segreti.
 
Non so se il romanzo possa essere definito un thriller; certo, a tratti ne ha il respiro, ma a ben guardare la verità è stata sotto gli occhi di tutti, anche del lettore, fin dalle prime pagine. Forse, come alcuni personaggi del romanzo, il lettore viene preso dall'urgenza di leggere e capire, e ignora quello che hanno sotto il naso.
Forse per questo sarebbe più appropriato definirlo noir, anche perché di nero, in questo romanzo, ce n'è molto. Soprattutto, c'è da notare come l'oscurità si annidi dove pensiamo non possa mai attecchire.
 
La prosa dell'autrice, al netto di qualche eccessiva ricercatezza linguistica, è poco incline al sentimentalismo ed è lucida, lineare e fredda, con periodi brevi e aggettivazione precisa. Questo è maggiormente vero  nel finale, dove la verità e le sue conseguenze ci vengono raccontate in maniera spietata, quasi brutale, senza fronzoli, colpendo il lettore in pieno petto con un pugno che non ci si aspettava fosse così forte.
 
Questo è un romanzo che ha molto da dire, costruito con indubbia bravura per stringere il lettore in una morsa di curiosità ed angoscia, che culmina in un finale senza misericordia, un finale "brutto, sporco e cattivo" (per dirla cinematograficamente).
 
Voto: 7 e 1/2
 

5 commenti:

  1. Piaciuto tanto anche a me! Ancora ora mi capita di girarmi a controllare che non ci sia Edna dietro di me...

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  2. Ma solo a me Edna non ha dato ansia?

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    1. Non saprei, a me tutta l'atmosfera del palazzo ha messo ansia dall'inizio alla fine

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