giovedì 21 aprile 2016

Niceville...

... di Carten Stroud.


La scheda del libro è sul sito della Longanesi.

Un ragazzino scompare. Letteralmente (leggendo scoprirete perché) svanito nel nulla. Per dieci lunghi giorni tutte le forze di polizia lo cercano ovunque. Dopo dieci giorni ricompare, vivo, in una cripta sigillata da almeno un centinaio di anni.
Contemporaneamente, una sanguinosa rapina viene commessa poco distante da Niceville.
E dopo qualche giorno, altre tre persone svaniscono nel nulla. 
Questi avvenimenti sembrano non avere nulla in comune. Eppure piano piano i personaggi di entrambi intrecceranno le loro vicende in una maniera che non avrebbero mai potuto immaginare.
No, questa (all'apparenza) sonnacchiosa cittadina del sud degli Stati Uniti non è tranquilla come sembra.
Qualcosa di malvagio lavora nell'ombra, da tanto tempo, per uno scopo - per ora - incomprensibile.

L'incipit:
Il dipartimento di polizia di Niceville riuscì in meno di un’ora a identificare l’ultima persona che aveva visto il bambino ancora vivo. Era un uomo di nome Alf Pennington, proprietario di un negozio di libri usati sulla North Gwinnett, vicino all’incrocio con Kingsbane Walk. La sua libreria si trovava proprio lungo il tragitto che il ragazzino, il cui nome era Rainey Teague, percorreva di solito per tornare da scuola, la Regiopolis Prep, a casa sua, a Garrison Hills.
 Era un percorso di circa un chilometro e mezzo e il ragazzino di soli dieci anni, che amava vagabondare con calma guardando tutte le vetrine dei negozi lungo la strada, impiegava di solito poco più di mezz’ora per compierlo.
 
L'incipit di Niceville ci catapulta direttamente nella storia, senza giri di parole, senza preamboli. Apriamo il libro e bam! Siamo lì.
Ho cominciato ad amare il romanzo fin dalle sue prime righe proprio per questo.
La storia del bambino scomparso da il via al romanzo; è una storia che affonda le sue radici nel periodo delle grandi piantagioni, negli anni immediatamente precedenti la guerra civile americana.
Flashback e "apparizioni " di quel periodo non mancano, portando con sé tutto il torbido fascino di un periodo storico con molte ombre.
Queste ombre antiche si allungano nel presente, e tutta la storia ne è pervasa, e il lettore riesce a sentirle in sottofondo.
Il male vive a Niceville, e il lettore può sentirlo.
 
L'autore riesce a inglobare nella sua storia horror altri generi letterari, quali il giallo investigativo e il poliziesco hardboiled.
Anche se a prima vista questa commistione di generi sembra, sulla carta, non reggere, a conti fatti regge benissimo.
Niceville è una delle storie più avvincenti e originali che abbia letto negli ultimi anni.
La commistione di generi sulle prime crea una netta divisione tra le due sottotrame principali (la scomparsa del bambino e la rapina in banca), ma man mano che gli eventi procedono, la divisione sfuma fino ad essere quasi impercettibile.
Da parte mia, ho apprezzato moltissimo i capitoli ambientati o riguardanti gli eventi passati, che hanno luogo, come detto, negli anni precedenti la Guerra Civile Americana. Carsten Stroud riesce a evocare atmosfere soffocanti e misteriose con molta bravura.
Gli elementi classici del genere horror ci sono tutti: oscure presenze; inspiegabili sparizioni; case infestate. Ma questi elementi sono rielaborati con abilità e con originalità. Mi spiego: è vero che abbiamo sparizioni inspiegabili e ataviche dimore infestate, ma le infestazioni e le manifestazioni soprannaturali prendono pieghe ben diverse da quelle che l'appassionato del genere potrebbe aspettarsi.
Tra l'altro, gli avvenimenti inspiegabili non prendono il via all'improvviso, come capita in certi libri in cui pare che da un giorno all'altro il mondo prenda a girare nel verso sbagliato; la fama sinistra di Niceville esiste già da un po' (diciamo da secoli), gli eventi inspiegabili affondano le loro radici in un passato molto, molto lontano, e la polizia ha addirittura un fascicolo aperto su numerosissime sparizioni tutte irrisolte, che fanno della cittadina un caso studiato a livello accademico dalle forze dell'ordine.
 
I protagonisti sono diversi: c'è il detective del CID Nick Kavanaugh, ex militare dei corpi speciali, che rimpiange il suo passato nell'esercito; sua moglie Kate, avvocato civilista specializzata in diritto di famiglia; sua sorella Beth, suo fratello Reed, anch'egli nella polizia, e tutta una serie di co-protagonisti ognuno dei quali abbastanza eccentrico da risultare originale, ma non così tanto da sembrare una macchietta.
Li ho amati tutti, anche i cattivi.
Quando leggo un libro, e devo costantemente ricordarmi che non posso fare il tifo per un certo personaggio, perché lui è il cattivo e a me piacciono i buoni, so per certo che lo scrittore ha fatto un buon lavoro.
 
Una menzione speciale meritano i nomi dei protagonisti, quasi tutti impronunciabili (almeno per me! Come mai si pronuncerà Teague? [Tighiu]? O qualcosa del genere?) ma che esprimono carattere.

Un po' Stephen King, un po' James Ellroy, Carsten Stroud riesce a dare vita a qualcosa di unico nel suo genere.
Certo, essendo questo il primo volume di una trilogia, bisognerà vedere se le ottime premesse verranno mantenute nei volumi seguenti.
Ma nel frattempo... godiamoci il viaggio e il soggiorno a Niceville.
Voto 7 e 1/2.
 
 

5 commenti:

  1. Molto accattivante la tua recensione! Mi hai oltremodo incuriosita.
    Grazie Lisse :-)
    Lea

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Credo che questa trilogia non abbia avuto la popolarità che meriterebbe, perciò spero di averle reso un buon servizio con questa recensione.

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  2. Beh, con questa recensione hai decisamente attratto la mia curiosità. Sono sempre in cerca di generi particolari, questo sembra parecchio diverso dal solito e poi anch'io, come te, adoro gli inizi "forti", quelli che io definisco "pozzi" attraverso cui mi precipito nel libro senza riuscire a fermarmi.

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    1. Bella definizione, molto azzeccata.

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