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lunedì 29 dicembre 2008

Io sono leggenda...

...no, non è un delirio di onnipotenza, ma il titolo del libro di R. Matheson che ho finito di leggere un paio di settimane fa.

C'erano ancora molte cose da imparare, ma meno di prima. Stranamente, la vita cominciava a diventare quasi sopportabile.
"Indosso la tunica dell'eremita senza una lacrima".
Dal giradischi proveniva una musica quieta e maestosa.
Fuori, i vampiri aspettavano.

Che dire? Che dire di un capolavoro così? Solo una cosa: dovete assolutamente leggerlo!
Volevo leggere questo libro da quando ero ragazzina, l'idea di partenza mi intrigava da morire: cosa succede ad un uomo quando i suoi incubi, le leggende tenebrose diventano la realtà...e lui, l'essere umano più normale della Terra, diventa invece mito, creatura leggendaria?

1976. Sulla Terra una tremenda epidemia ha spazzato via il genere umano, trasformando gli uomini in creature assetate di sangue, in vampiri...tutti, tranne uno.
Un uomo è rimasto in una casa assediata, solo, con i suoi ricordi e il suo dolore, uscendo solo con luce del sole, tentando di sopravvivere e di non impazzire.
Poi, un giorno, vede da lontano una donna...

Se avete leggiucchiato qua e là il mio blog, sapete che io detesto le storie in cui i vampiri non sono i vampiri classici e canonici. Quindi, quando ho capito che razza di mostri sanguinari Matheson aveva infilato nel suo romanzo, ho avuto un moto di disappunto.
Ma per fortuna è durato poco.
Intanto, i vampiri, anche se resi tali da una specie di virus, fanno proprio quello che devono fare: mettono paura. Tanta, tanta paura. Ve lo posso assicurare. Sono creature non umane, sanguinarie, alcune con un barlume di intelligenza ma tutte, tutte, avanzano con le braccia protese e i canini snudati, bramando il sangue di Robert Neville.
E poi, i vampiri, a parte la loro origine, sono proprio come dovrebbero essere: escono solo di notte, odiano l'aglio, rifuggono le croci, sono uccisi da un paletto di frassino...


Leggendo mi sentivo assediata, oppressa, involontariamente tendevo le orecchie quasi temendo di udire le voci rauche dei vampiri che assediavano la mia casa...proprio come il protagonista del romanzo.

Stephen King ha detto che Matheson è l'autore che lo ha influenzato più di ogni altro. Dopo aver letto questo romanzo, è facile capire perchè.
C'è tra le righe un senso di claustrofobia, di terrore incombente, di paura senza via scampo che non da tregua.
E c'è un finale geniale, imprevisto e imprevedibile, a mettere la parola fine a questa storia, che vi lascerà con gli occhi spalancati e la bocca aperta.
Questo è un romanzo che non potete non leggere. Imperdibile!

E se ne è accorta pure Hollywood, realizzando di recente un film con un cast di grande richiamo (Robert Neville era impersonato da Will Smith).
Ma qui dobbiamo aprire una parentesi: avete visto il film? Bene, prima di aprire il romanzo, dimenticatelo!!
Il film non ha nulla a che vedere con il romanzo, e mi chiedo cosa spinga un regista o uno sceneggiatore a prendere in mano un capolavoro e a banalizzarlo fino alla noia, snaturandone il senso, lo spirito e le trovate narrative più originali.
Ma perchè, mi chiedo io, bisogna stravolgere una storia che funziona benissimo da sola, aggiungendo particolari totalmente superflui e tagliando invece quelli che rendone tale storia unica, fino ad uno scontatissimo e inverosimile lieto fine (lontanissimo tra l'altro della genialità dell'originale)?
So bene che a queste domande non c'è risposta, perciò, quando vado al cinema a vedere un film tratto da un libro, cerco sempre di procurarmi e leggere anche il libro.
E' l'unica cosa da fare.

lunedì 24 novembre 2008

Fahreneit 451...

...di Ray Bradbury.

Ci deve essere qualcosa di speciale nei libri, delle cose che non possiamo immaginare, per convincere una donna a restare in una casa che brucia. È evidente!

Sì, c'è qualcosa di speciale nei libri. C'è qualcosa che ti apre la mente come niente altro sa fare. C' è qualcosa che ti spinge a riflettere, a confrontarti col diverso, con il nuovo, con lo sconosciuto. Che ti spinge a docimentarti, a saperne di più, ad arricchirti.
Ecco cosa c'è di speciale nei libri.

Che ne sarebbe di una società che non solo ha smesso di leggere, ma proibisce qualsiasi forma di scrittura?
Ray Bradbury prova ad immaginare la risposta in questo breve romanzo, che è stato scritto nel 1951...e questa data, già da sola, fa riflettere sulla genialità di Bradbury.

Insomma, cosa succede se una società smette di leggeree addirittura bandisce i libri perchè pericolosi?
Succede che la società stessa si ritrovi capovolta.Che i pompieri appicchino gli incendi, invece di spegnerli.
Che distruggano libri con gioia e leggerezza.
Che i bambini siano considerati un peso e un fastidio.
Che le Tv diventino grandi come pareti, e siano l'unica cosa che conta.
Che i protagonisti delle fiction televisive vengono considerati la famiglia dello spettatore, e la famiglia, quella vera, sia insignificante, non occupi spazio e tempo nel cuore e nella mente.

Il protagonista della storia è proprio un pompiere, Montag, che un giorno, quando vede una donna morire nel rogo della propria casa, per non abbandonare i suoi libri, comincia a farsi delle domande. E apre gli occhi su quello che il mondo intorno a lui è diventato.
E inizia, a modo suo, la ribellione.

Non dirò altro....perchè sarà bello scoprire la storia con curiosità e stupore...insomma non farò come la prefazione dell'edizione che ho letto io, che svela il finale del romanzo. -.-
Un bel finale, ad ogni modo, per una storia breve, ma intensa.