... di Charlotte McConaghy
Autore: Charlotte McConaghy
Traduttore: Stefano Tummolini
Editore: Fazi
Genere: narrativa/thriller
Data di uscita: 7 luglio 2026
Dominic Salt e i suoi tre figli sono i custodi di Shearwater, una
piccola isola non lontana dall’Antartide. Sede del più grande deposito
di semi del mondo, Shearwater un tempo ospitava un gruppo di
ricercatori, ma a causa dell’innalzamento del livello del mare ora i
Salt sono rimasti soli. L’isolamento li ha messi a dura prova, ma un
giorno una terribile tempesta porta con sé Rowan, una donna in fin di
vita che viene trascinata sulla spiaggia dalle onde. Dominic e i suoi
figli cominciano a prendersene cura, e in loro germoglia l’idea che lei
potrebbe essere proprio ciò di cui hanno bisogno. Dal canto suo Rowan,
abituata a badare a se stessa, inizia a immaginare di poter tornare a
condividere il futuro con qualcuno. Eppure, non dice tutta la verità sul
motivo per cui è arrivata a Shearwater. E quando scopre che le radio
sono state sabotate e una tomba è stata scavata di recente, si rende
conto che anche Dominic nasconde dei segreti. Mentre le tempeste che si
abbattono sull’isola si fanno sempre più violente, i due sono costretti a
prendere una decisione: possono fidarsi l’uno dell’altra? E possono
finalmente lasciarsi alle spalle le tragedie del passato per creare
qualcosa di nuovo, insieme?
Nero come il mare è un romanzo con un'ambientazione quasi gotica, misteriosa e claustrofobica. Il custode del faro, Dominic, vive con i suoi tre figli in un isolamento che metterebbe a dura prova la sanità mentale di chiunque. Un giorno il loro isolamento è interrotto dall'arrivo di una donna in fin di vita, ma appare subito chiaro che un'estranea sull'isola non è solo un'ospite inattesa bisognosa di cure, è un elemento di disturbo di un oscuro equilibrio. Dominic ha un segreto, i suoi figli hanno un segreto e Rowan... beh, anche lei non è proprio un libro aperto.
Nella prima metà del romanzo, il lettore si trova immerso in un'atmosfera cupa e inquietantre, in una natura splendida ma che non ha nulla di consolante. I personaggi che si muovono sull'isola sono anch'essi cupi e inquietanti, compresi quelli molti giovani. Ognuno di loro custodisce in segreto un tassello di quell'equilibrio cui accennavo prima, che il lettore non conosce e anela a scoprire. Pagina dopo pagina l'autrice costruisce un senso di attesa, di inquietudine. Appare chiaro che l'isola nasconde molte cose che non potranno essere taciute a lungo: un senso di tragedia imminente e di inelluttabilità pervade la storia e giunge fino al lettore. Questo a parer mio è il pregio più grande del romanzo. Sembra di essere lì, a Shearwater, e con il cuore costantemente in gola.
Nella seconda metà del romanzo, però, con l'avanzare della trama e il lento disvelarsi dei misteri, qualcosa si spezza nella costruzione quasi ipnotica che l'autrice aveva realizzato fino a quel momento. Si moltiplicano gli spunti e le riflessioni ecologiste, contro le quali non ho nulla (e ci mancherebbe), ma la filosofia ecologista viene inserita nel romanzo senza grazia, quasi come una cosa calata dall'alto e che poco si amalgama con il resto. Con l'introduzione "sfacciata" di queste tematiche, qualcosa cambia anche nel modo di agire dei personaggi, e le loro motivazioni si fanno fumose, addirittura incoerenti o forzate. Rowan è arrivata sull'isola con uno scopo ben preciso, ma quando si trova ad un passo da esso, lascia perdere tutto perchè... diciamo che, senza fare spoiler, è distratta da altro e pare abbia di meglio da fare. Una considerazione analoga la si può fare per Dominic, che sembra disposto a tutto per proteggere un segreto, ma ad un certo punto, anche lui sembra preso da altro. Il loro rapporto, inizialmente basato giustamente sulla diffidenza, si evolve con una velocità che rasenta l'incoerenza. Mi spiego meglio: non si può passare metà del romanzo a descrivere Rowan come una che non ha fiducia in nessuno e Dominic come uno che non parla neanche coi prorpi figli e poi lasciare che entrambi stravolgano le loro vite per accontentare l'altro. O meglio, si potrebbe, ma solo in caso ci fossero motivazioni molto forti che vadano oltre l'attrazione fisica e la solitudine.
Il finale mi è sembrato discreto e amaro quel tanto che basta.
Leggere Nero come il mare non è stato affatto tempo perso, tutt'altro. Però non lo consiglierei agli amanti dei thriller, ma piuttosto a chi cerca una lettura con una bella ambientazione e non disdegna temi di attualità nella trama di un romanzo. Credo che il difetto principale di questo libro sia stato partire come un thriller (e come tale essere presentato), promettere atmosfere da thriller e poi mantenere solo in parte la promessa.
Voto finale: