mercoledì 5 ottobre 2022

Io ti ho trovato...

... di Lisa Jewell.

Alice Lake vive in un piccola cottage sulla costa dello Yorkshire con i suoi tre figli, due cani e tanti problemi. Un giorno vede un uomo seduto sulla sabbia, sotto la pioggia, e senza pensarci troppo, lo avvicina e, quando scopre che l'uomo non ricorda neanche il suo nome, decide di offrirgli aiuto e un riparo.

In quello stesso villaggio, vent'anni prima, una tragedia senza colpevoli e senza risposte aveva coinvolto tre adolescenti.

Quella stessa sera, a Londra, una donna denuncia la scomparsa del marito, Carl Monrose.

Tre storie all'apparenza distanti, ma che hanno qualcosa che le lega, un segreto ben custodito, in grando di mettere in pericolo la vita di Alice e della sua famiglia.

Lisa Jewell è l'autrice di Ellie all'improvviso , un thriller psicologico molto ben costruito. Con Io ti ho trovato, Jewell si conferma una abilissima narratrice, non delude le aspettative e ci regala un altro thriller ben scritto, lucido, solido, razionale, dove le motivazioni dei personaggi sono credibili e la loro psicologia ben approfondita e descritta.

La trama si sviluppa su tre livelli, due nel presente e uno nel passato; tutti e tre hanno pari peso narrativo, alternandosi con regolarità e costruendo con inesoarabile lentezza un'atmosfera di dramma incombente che spinge il lettore a leggere ancora una pagina, o due...o dieci.

I protagonisti sono Alice, donna dalla vita complicata, pochi soldi, tre figli da tre uomini diversi, che però non ha ancora persona la fiducia nel genere umano, ed è disposta ad aprire la sua casa ad  uno sconosciuto semplicemente perchèlo vede disperato. Non le importano le chiacchiere velenose degli abitanti del villaggio. Alice fa quello che ritiene giusto, e nonostante le sue fragilità e il disordine enlla sua vita è un bell'esempio di donna forte

Lyly Monrose probabilmente è l'opposto di Alice; all'apparenza ha una vita perfetta, agiata ed appagante. Ma quando è costretta a cercare suo marito Carl, uomo perfetto, compagno devoto e innamorato, il quale una sera non è rientrato dal lavoro e sembra semplicemente svanito nel nulla, si ritrova a mettere in discussione ogni cosa. La polizia guarda Lily con sufficienza, convinta che l'uomo l'abbia semplicemente lasciata e abbia fatto perdere le sue tracce, ma continuando a scavare nella vita di suo marito, la donna trova parecchie cose che non quadrano.

Infine, negli anni 90, una famiglia tranquilla e felice è in vacanza nello Yorkshire. Gray e Kristie, i due figli adolescenti, fanno quello che tutti gli adolescenti del mondo fanno: stringono amicizie, si innamorano, vanno alle feste e non ascoltano i loro genitori, ma purtroppo sulla loro strada incontreranno una persona di cui non avrebbero dovuto fidarsi.

La trama non appare, fin da subito, troppo complicata; allo stesso tempo però non è facile individuare quali pieghe prenderà la storia. Il lettore più navigato, ovviamente, immaginerà subito che i tre livelli narrativi sono in qualche modo destinati ad intrecciarsi, ma il modo in cui lo faranno rimane in bilico fino alle ultime pagine.

L'autrice non ha bisogno di sensazionali colpi di scena per tenere avvinto il lettore; ci riesce benissimo con la solidità e la semplicità della storia che racconta. Ci riesce con la tranquillità con cui descrive i personaggi mentre intorno a loro le nubi si addensano, creando una empatia col lettore che conferisce una forte fascino al suo romanzo.

Non ci sono alti e bassi in questo romanzo, ma una trama misteriosa che aggiunge un dettaglio ad ogni capitolo, che procede senza scossoni ma riesce perfettamente nell'intento di inquietare il lettore, trascinandolo all'interno di storie all'apparenza ordinarie, che proprio per la loro banalità risultano ancora più spaventose ed inquietanti.

L'ho già detto che le atmosfere di Jewell mi inquietano non poco? E che le sue trame sono inquietanti? Alla definizione di inquetante, sul dizionario, ci starebbe bene la copertina di uno dei suoi romanzi.

Unico difetto rilevato, come avevo scritto già per il precedente romanzo, è che il finale, seppur non scontato, non offre mirabolanti colpi di scena di quelli che ti fanno dire: "non ci sarei mai arrivato". Per alcuni lettori, secondo me, questo potrebbe essere un problema; io trovo invece che sia un po' la cifra stilistica di questa autrice, che per mostrarci il volto del Male non ha bisogno di sangue a profusione, colpi di scena inimmaginabili o alti clichè del genere.

Voto: 7 e 1/2

martedì 6 settembre 2022

I segreti di Sunnylakes...

 ...di Inga Vesper.

In un caldo pomeriggio dell'estate del 1959, Ruby, domestica a ore presso le ricche famiglia bianche di Sunnylakes, arriva a casa degli Haney e si accorge che qualcosa non va. Una delle bambine degli Haney è da sola in giardino, spaurita, l'altra piange nella sua culla e della loro mamma non c'è traccia. In cucina, una macchia di sangue sul pavimento indica che qualcosa di brutto è successo. La polizia dapprima arresta Ruby, poi la rilascia a malincuore: una domestica nera sarebbe un colpevole facile e comodo da sbattere in cella. Nonostante la forte diffidenza, Ruby decide di collaborare col detective Blanke per capire cosa sia successo a Joyce Haney, una donna dolce ed infelice, che considerava Ruby un'amica, e non una semplice domestica.
 
Benvenuti nella ridente provincia americana e soprattutto benvenuti nel 1959! È lì che questo libro ci fa volare, ricreando con accuretezza l'atmosfera e i luoghi di quell'epoca.
 
 Tutto ruota intorno alla domanda: che fine ha fatto Joyce? È stata rapita? Uccisa? Può una donna dalla vita perfetta essersi allontanata volontariamente? Ma la vita di Joyce, tutto sommato, è davvero così perfetta? E cosa si nasconde dietro l'enorme ipocrisia delle famiglia alto borghesi di Sunnylakes? 
 
Ruby, la domestica afro-americana scopre le tracce di un delitto in casa della ricca famiglia bianca per cui lavora, e naturalmente si trova invischiata e viene trattata come la sospettata numero uno, benchè non avesse avuto nè movente nè opportunità. 

Fin da subito i capitoli narrati dal punto di vista di Ruby si fanno soffocanti, quasi claustrofobici intorno a lei. La ragazza è combattuta tra il desiderio di sapere cosa è successo a Joyce, e di aiutarla se ancora viva, e il semplice istinto di autoconservazione.
Nella perfetta e idilliaca provincia americana, niente è semplice per una persona afro-americana, neanche scegliere di fare la cosa giusta.
Il tema della scelta è molto presente nel romanzo, anzi, oserei dire che tutto ruota intorno ad esso. È davvero possibile scegliere il corso della nostra vita, a dispetto dei ruoli imposti dalla società e degli ostacoli che il destino ci mette davanti?
La risposta appare scontata per Ruby, che nonostante i suoi sforzi, sembra non avere altra scelta che quella di percoerrere la triste via di fatica e mortificazioni che la vita le indica; ma non è facile neanche per Joyce, che, nonostante la sua vita apparentemente perfetta, è profondamente infelice.
Ovviamente le due situazioni non sono paragonabili, in quanto Ruby è apppressa da un sistema che la qualifica, se non formalmente, sostanzialmente, come cittadino di categoria inferiore.

Il romanzo è narrato da diversi punti di vista. Oltre a quello di Ruby, già citato, ci sono quello del detective Blanke e della stessa Joyce. Questa scelta stilistica, sebbene non nuova, si è rivelata interessante. Le voci sono ben costruite, coerenti e ben differenziate tra di loro. Riescono a illuminare ciascuna un aspetto diverso della vicenda: cruda, realistica e movimentata quella del detective; sognante e riflessiva quella di Joyce. Quella di Ruby, come già accennato, è la più interessante a parer mio, perchè riesce felicemente ad unire lo sviluppo della trama gialla con alcune spunti di critica sociale.

I segreti di Sunnylakes, infatti, è un romanzo che riesce nel non facile compito di unire una vena dii critica e riflessione ad una buona trama gialla. La trama, dopo qualche incertezza inziale, scorre fluida e appassiona il lettore. Gli spunti di riflessione sono particolarmente ben integrati nella narrazione e non la appesantiscono. 
Il risultato è un romanzo coinvolgente, che presenta al lettore un'epoca diversa (ma neanche troppo lontana, purtroppo), gliela fa conoscere e al contempo gli narra una storia, triste, delicata, malinconica. L'ultimo capito narrato dal punto di vista di Joyce è decisamente stuggente.

Unico difetto del romanzo, un finale un po' sfilacciato e che la tira per le lunghe, con scene non descritte proprio chiaramente (onestamente io sto qui a chiedermi come X possa essere seduto in macchina con Y, avere una pistola e tenerla in mano facendo credere a chi guarda da fuori che sia Y a tenere la pistola... e vorrei sapere anche l'utilità di avere un pistola e puntarsela addosso da soli...).

Voto:7

venerdì 5 agosto 2022

La gazza...

 di Elizabeth Day.

Marisa si è appena trasferita in una nuova casa per iniziare la sua vita insieme a Jake. Anche se si sono conosciuti online, lui è l'uomo perfetto, dolce, premuroso, che non ha paura di impegnarsi.
Presto cominciano a pianificare di mettere su famiglia, e tutto sembra andare per il verso giusto finchè Jake non le propone una coinquilina, per guadagnare qualcosa e ridurre le spese in atessa che la loro famigliola cresca. E così nelle loro vite arriva Kate, bella, in carriera, sicura di sà, ed onnipresente nelle loro vite. Piano piano il fastidio di Marisa si trasforma in disagio, e poi in paura. Qualcosa non va in Kate: quella donna coltiva qualche oscuro disegno e non si fermerà finché non l’avrà realizzato. 
 
La trama che leggete qui sopra è per forza di cose approssimativa e parziale; inoltre parlare di questo romanzo senza fare spoiler è piuttosto difficile, ma vedrò di provarci, principalmente perchè questo è un romanzo che DOVETE ASSOLUTAMENTE LEGGERE se amate i thriller psicologici (ma anche se non li amate perchè è un libro che presenta molteplici sfaccettature).

La gazza comincia in sordina ma ben presto avvolge il lettore come un serpente farebbe con le sue spire. Dopo un breve, apparente idillio, la vita di Marisa si riempie sempre più i segnali inquietanti (a partire dall'ingresso in casa della gazza che dà il titolo al romanzo, presagio di sventura) e l'atmosfera diventa sempre più oppressiva e claustrofobica. Senza bisogno di scene cruente  o eclatanti colpi di scenza, Day riesce a trascinarci a fondo insieme a Marisa, la cui vita viene rubata, un pezzetto alla volta, dall'inquietante Kate.
 
Quando pensiamo che si sia toccato il fondo, e stiamo formulando le prime teorie (consiglio da amica: lasciate stare le teorie, è tempo perso, tanto non ci azzeccate), c'è un primo, inaspettato plot twist che a dispetto della sua imprevedibilità è perfettamente coerente con la trama e perfettamente incastrato nell'intreccio.
 
Quando pensiamo di aver ormai capito tutto, e pensiamo altresì che ormai sappiamo dove la trama andrà a parare, ecco che arriva un altro inaspettato plot twist, anch'esso ben inserito nella struttura del romanzo.
Insomma, leggendo questo romanzo non bisogna dare nulla per scontato, perchè niente (e nessuno) è come sembra. 
Personalmente, questo è quello che chiedo ad un buon thriller, e che di solito mi basta.
Ma devo aggiungere che La gazza, oltre a questo, tocca temi molto profondi e sensibili, che fanno riflettere (temi che non nominerò perchè sono potenziali spoiler) e riesce a parlare di argomenti delicati e allo stesso tempo riesce a costruire un perfetto page-turning come non ne leggevo da anni.

Certo non posso finire la recensione senza trovare almeno un piccolo difetto a questo romanzo. 
Il finale è stato, per me, un po' troppo consolatorio e poco in linea con l'atmosfera claustrofobica della storia. 
Nel complesso però il romanzo è validissimo ed io lo consiglio caldamente a tutti.

Vot: 7 e 1/2