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sabato 25 aprile 2009

25 aprile

Lettere di condannati a morte della Resistenza/

Quello che abbiamo oggi, libertà di pensiero, di stampa, di opinione; eguaglianza di diritti; diritto allo studio, al voto, allo sciopero; possibilità di lottare per le pari opportunità, lo dobbiamo a chi anni fa ha dato la propria vita per questo.

giovedì 5 febbraio 2009

Un altro post fuori tema

Approvato dal Senato il nuovo decreto sulla sicurezza.

I medici potranno denunciare i clandestini.
(Ottimo! Così nessun clandestino potrà più accedere alle cure sanitarie per timore di essere rimpatriato, e rischierà la vita e la salute. Battersi il petto per salvare Eluana Englaro va bene - nel merito della vicenda di questa povera ragazza non entro, per rispetto -, gli altri invece possono morire? A quando l'obbligo dei medici di chiedere al paziente se ha pagato le tasse fino all'ultimo centesimo, oppure - meglio ancora! - per chi ha votato?)

I senza fissa dimora dovranno essere schedati.
(Non aggiungo altro, è inquietante e mi ricorda un certo periodo della storia italiana definito ventennio....)

Gli enti locali saranno "legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale" (cosiddette ronde padane).
(Anche questo mi ricorda qualcosa...e per distinguere questi cittadini volenterosi dagli altri, sarà il caso di fargli una bella divisa? Magari una camicia nera? Ma possibile che lo Stato non riesca a garantire la sicurezza dei propri cittadini e lo ammetta così sfacciatamente da dover ricorrere a dilettanti, anzichè alla forze dell'ordine, adeguatamente addestrate e preparate? La buona notizia è che queste ronde non potranno girare armate...)

Per approfondire, vi segnalo il sito di Repubblica

martedì 3 febbraio 2009

Scusate...

...ma non riesco a parlare di libri in questo momento.

Le persone intorno a noi sembrano impazzite.
Donne violantate "per divertirsi un po'".
Persone a cui si da fuoco "per provare un'emozione forte" (e gli amici degli assassini che al tg precisano: "non hanno dato fuoco a un ragazzo, ma a un marocchino"...)
Striscioni di solidarietà a uno che violenta una ragazza alla festa di Capodanno (e già, ma quello è italiano, quindi aveva il diritto di delinquere in Italia.... - detto in senso ronico, naturalmente).
Scritte sui muri "rumeni al rogo".

E chi ci governa non trova di meglio da dire che ci vuole un soldato ogni bella ragazza (perchè, le altre possono essere violentate? Oppure rischi solo se sei carina?); oppure, che con i clandestini bisogna essere cattivi (ministro Maroni, che si fa? Chiediamo i documenti a un extra comunitario e se non ce li ha in regola ci possiamo accanire??!?).
Sarebbe stato diverso se il ministro avesse affermato che "con i delinquenti" ci vuole cattiveria, ma avrebbe sbagliato comunque.
La legge e la giustizia non hanno niente a che fare con la bontà o la cattiveria.
La cattiveria non può appartenere a uno Stato di diritto.
A uno Stato di diritto appartengono la certezza del diritto, della pena, l'equità del processo e l'inflessibilità nel punire il colpevole.

Scusate ma non riesco a parlare di libri, ma voglio lasciarvi una citazione di Eduardo de Filippo, tratta da "Napoli Milionaria": i delinquenti non hanno patria, non hanno colore.

martedì 27 gennaio 2009

La giornata della memoria

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.

(Primo Levi, Se questo è un uomo)

Il 27 gennaio di ogni anno è la Giornata della Memoria.
I popoli di solito hanno la memoria corta, perciò ogni tanto fa bene ricordare cosa è stato, cosa è successo appena dietro l'angolo della nostra storia.
Ma una giornata così non serve soltanto a ricordare l'orrore dei campi di sterminio, di 6 milioni di vittime, di milioni di sfollati e perseguitati, costretti a nascondersi, a fuggire, a temere per la loro vita per evitare quella che Hitler chiamava "la soluzione finale".
Serve a ricordarci, citando Primo Levi, "quali insospettate riserve di ferocia e di pazzia giacciano latenti nell'uomo dopo millenni di vita civile".

Serve a ricordarci di cosa noi essere umani siamo capaci. Se è successo una volta, può succedere ancora.
E' successo in Bosnia, negli anni '90, durante la guerra. Appena l'altro ieri.
E' successo in Ruanda; in Afghanistan; in Iraq.... può succedere ancora.
"Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell'aria. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l'indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l'abdicazione dell'intelletto o del senso morale davanti al principio d'autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un'idea".
(Primo Levi, dalla prefazione a L. Poliakov, Auschwitz, Ventro, Roma 1968)

Ricordiamoci di questo ogni volta che guardiamo qualcuno con sospetto, semplicemente perchè è diverso da noi. Non perchè ci ha fatto qualcosa, ma perchè nero, extracomunitario, rumeno, gay o altro.
Ricordiamocene ogni volta che siamo tentati di applicare a milioni di individui etichette sbrigative. Rumeni, tutti stupratori. Rom, tutti ladri. Mussulmani, tutti terroristi. Italiani, tutti mafiosi.
Ricordiamocene ogni volta che una legge viola un pezzetto dei diritti di una categoria meno protetta, debole o svantaggiata.
Che siano le classi ponte per separare i nostri figli dai figli degli immigrati, o una cauzione di diecimila euro perchè un extracomunitario possa richiedere una partita IVA, o che sia una compagnia aerea che si rifiuta di assumere donne con figli piccoli o persone con un disabile in famiglia.
Ricordiamoci quanto poco ci vuole.
Cominciò con le leggi razziali....come è andata a finire?
E ricordiamoci anche che "ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti." (Primo Levi, dal Corriere della sera, 8 maggio 1974).

Non abbandoniamo mai la consapevolezza che il prezzo della democrazia è una vigilanza costante. Non lasciamo che le nostre coscienze si addormentino; continuiamo a pensare sempre con la nostra testa, a chiederci i come e i perchè di quello che setiamo, leggiamo, vediamo.
E continuiamo a protestare, nel rispetto delle leggi e dell'altrui libertà, quando sentiamo che è giusto.

Martin Niemöller scriveva:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

E' così che certe cose hanno inizio. Non permettiamo che accada mai più.

Tutte le citazioni di questo post sono tratte da Wikiquote

domenica 18 gennaio 2009

I libri costano troppo?

Un interessante post sul tema, su un blog interessante.
Vi lascio il link.
Like a snake in escape: i libri costano troppo? E io me li compro usati!

martedì 2 dicembre 2008

Non ridere, non piagere, non giocare...

...è il titolo di un articolo che mi ha commosso.

Lo ha scritto Gian Antonio Stella, giornalista e scrittore, autore, fra gli altri, di libri come La casta. Come i politici italiani sono diventati intoccabili e La deriva. Perchè l'Italia rischia il naufragio.

Lo trovate qui, sul Corriere della Sera.
E' bello e poetico come un racconto, ma decisamente triste e amaro.

sabato 8 novembre 2008

Là dove si bruciano libri...

...si finisce per bruciare anche gli uomini.
(H. Heine)

Parafrasando questa celebre frase, dove si finisce se si comincia ad attaccare fisicamente o con minacce i giornalisti e i professionisti della carta stampata, sia essa dei libri o dei giornali?
Prima le minacce a Roberto Saviano da parte della criminalità organizzata; poi questo e questo.

La libertà di espressione, di pensiero, di opinione e di parola, nei limiti stabiliti dalla nostra Costituzione, è sacra e va difesa.

giovedì 22 maggio 2008

Non si tratta di un libro...

...questa volta.
Volevo postare un link, relativo ad un noto fatto di cronaca, che mi ha dato da pensare.
Lo metto qui perchè ognuno possa leggere e trarre le proprie conclusioni.

A proposito del fatto di cronaca e dell'articolo sopra riportato, vorrei citare le parole di Vittorio Zucconi, sulla sua rubrica su Repubblica.it , "lettere al Direttore: Non so, perché sono sempre scettico (non cinico) se questa sia la verità o se sia soltanto la versione della difesa, ma so che prima di aprire la botola, far correre le palline di cianuro, fare pulizie con le molotov o pompare la siringa, occorre sempre fermarsi e pensare. Non sempre le cose sono quello che appaiono.

Scusate l'OT, ma sentivo il bisogno di dar spazio non ad una versione, un'opinione in particolare oppure ad un'altra... ma all'idea di pensare, cercare di capire con spirito critico e obiettivo prima di giudicare, qualsiasi sia l'argomento: dalla partita di calcio alle ragioni della guerra in Iraq.

Del resto, non è la ragione per cui divoriamo libri su libri? Per conoscere, capire, aprire la mente? L'importante è continuare a farlo. Sempre.