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mercoledì 23 maggio 2018

Questa volta leggo #4: Il mistero di Villa Saturn...

di M. R. C. Kasasian.

Ben ritrovati al quarto appuntamento della rubrica Questa volta leggo, ideata dalle blogger Laura (la Libridinosa) Chiara (La lettrice sulle nuvole) e Dolci (Le mie ossessioni librose).
Un gruppo di blogger sceglie un tema, e tutte leggono un libro che ricade all'interno dell'argomento scelto. Questo mese parliamo di libri che fanno parte di una serie.
Non so voi, ma io le serie le amo molto; sono una garanzia, per il lettore; l'unica cosa che non amo delle serie è che a volte le Case Editrici decidono, a loro insindacabile giudizio, di ritardare o addirittura sospendere la pubblicazione dei volumi della serie. Ma siccome a noi lettori piace vivere pericolosamente, è un rischio che vale la pena correre.
E io l'ho corso per Il mistero di Villa Saturn, terza avventura per l'improbabile coppia di detective formata dalla giovane March Middleton e da Sidney Grice, il suo tutore. Trovate le recensioni dei primi due volumi qui e qui.
 
 
«Tutte le supposizioni sono pericolose» affermo Mr. G., «a meno che non le si riconosca come tali, nel qual caso possono essere pioli utili per arrampicarsi alla ricerca di quella creatura elusiva che il volgo conosce con il nome di verità[..]».
 
Londra, 1883. Sidney Grice, il detective più famoso di Londra, si reca nello Yorkshire per risolvere un caso riguardante addirittura l'omicidio dell'abate di un monastero. March, la sua pupilla, rimane a Londra e, poco dopo la partenza di mr. Grice, riceve la lettera di uno zio che non sapeva di avere. L'uomo le chiede di incontrarla perché è l'unica parente che gli rimane. Incuriosita, March si reca presso l'imponente e misteriosa dimora dell'uomo, Villa Saturn, dove trascorre la notte.
Il mattino dopo, la ragazza scopre con orrore che nella villa è avvenuto un omicidio e gli indizi sembrano puntare su March stessa.
Cosa è successo davvero a Villa Saturn? E perché March comincia dubitare di se stessa?
 
I detective di Gower Street è una brillante serie gialla ambientata nella Londra vittoriana. Sidney Grice, detective, uomo di straordinario ingegno e cultura, ma anche snob e misogino, è perfettamente consapevole delle sue qualità, e non perde occasione per rimarcarlo. March, poco più che ventenne, è orfana, e si trova sotto la tutela di Grice. Ha un intelletto vivace ed una forte empatia per il prossimo che spesso offusca le sue capacità di giudizio. Sempre in disaccordo su tutto, dalla temperatura giusta del tè al senso della vita, i due investigatori ci offrono punti di vista differenti sulla medesima indagine.
In questa terza avventura, però, March inizialmente si trova ad indagare da sola sul mistero che circonda la morte del facoltoso zio appena ritrovato; quando le cose si complicano, Sidney Grice ritorna precipitosamente in città per darle una mano.

La storia ruota intorno a Villa Saturn, dove avviene un omicidio molto inquietante. La casa sembra però nascondere più di un mistero, e gli indizi che essa custodisce si rivelano contraddittori. March sembra smarrirsi tra le ombre di Villa Saturn. Onestamente, per qualche capitolo, mi sono smarrita anche io nelle pieghe della narrazione, che mi è sembrata vaga e poco chiara. Col procedere della lettura, comunque, la trama si è fatta più fluida, senza perdere la sua ricchezza, e da lì la lettura è stata assai intrigante.

I dialoghi brillanti e il linguaggio elegante sono l'asse portante del romanzo, e rendono la lettura piacevole e scorrevolissima; siamo di fronte ad un libro di oltre 500 pagine che si legge in pochissimi giorni. Se dovessi indicare una sola ragione per cui vale la pena di leggere questo libro, punterei tutto sui dialoghi.

[March] «Non mi aspettavo che succedesse niente del genere».
Sidney Grice si premette la giuntura del pollice sinistro sulla fossetta del mento. «Perché no?»
«Nessuno entra in una casa con l'idea che il proprietario sarà assassinato».
«Io lo faccio».
«Nessuna persona normale».
«Se volete essere una persona normale trovate impiego in una cappelleria».

Ma i punti di forza di questo romanzo non sono esclusivamente nei dialoghi.
La trama è molto articolata e complessa, ma conserva la sua coerenza. Complessità narrativa ben costruita, dunque, e non storia contorta e involuta come mi era capitato di leggere nel secondo volume della serie.

Ho amato questo romanzo perché ha saputo darmi una storia con degli spunti originali; un mistero ingarbugliato che non si può capire con una sola occhiata; uno stile scorrevole e vivace, e due protagonisti brillanti in un'ambientazione, quella della Londra vittoriana, solida e ben descritta.

Voto: 7

Vi lascio il calendario della rubrica Questa volta leggo, per curiosare tra le serie amate dalle altre blogger!
 

lunedì 2 gennaio 2017

La maledizione di casa Foskett. I detective di Gower Street...

... di M. R. C. Kasasian.



La scheda del libro sul sito della casa editrice Newton & Compton

Il nostro caro Sidney disedegna il mondo e il mondo ricambia il favore.

Londra, 1882. Gli affari del detective privato (o meglio, personale, come ama dire lui stesso) Sidney Grice vanno male. L'ultima persona che lo aveva assoldato è finita sul patibolo. Poco importa se la persona in questione fosse colpevole; l'opinione pubblica non l'ha presa bene e la reputazione di Grice è a pezzi.
Un giorno si presenta nel suo studio un uomo che vorrebbe che Sidney Grice facesse da garante per la Last Death Society, una specie di società in cui l'ultimo dei soci che sopravvive eredita il patrimonio di tutti gli altri. Purtroppo l'uomo muore avvelenato mentre beve il tè nel salotto della casadi Gower Street. Sidney Grice e la sua protetta March Middleton indagano. 

Questo secondo volume delle avventure dei detective di Gower Street contiene tutti gli elementi che mi hanno fatto apprezzare il precedente. C'è una solida ambientazione vittoriana, dialoghi brillanti, deduzioni logiche e sorprendenti allo stesso tempo, ed un caso intricatissimo da risolvere.

Ecco, partiamo proprio dal caso da risolvere. Alcuni eccentrici milionari londinesi hanno messo su una società dallo scopo alquanto macabro: sopravvivere al resto dei membri. Poichè uno di loro è già morto, essi chiedono a Sidney Grice di farsi garante del corretto andamento della... ehm... vita societaria, e di indagare in caso di morti sospette. La prima morte sospetta però accade proprio nel salotto di Grice, quando Horatio Green, membro della società, viene a chiedere l'aiuto del detective e muore avvelenato bevendo una tazza di tè.
L'indagine si complica quando Grice scopre che fa parte della società anche la baronessa Foskett, membro di una cosa che si dice sia maledetta, a causa della lunga serie di morti tragiche e inquietanti che ne hanno funestato la storia.
La trama è molto complicata e involuta, molti sospetti, molte morti, molti particolari non adatti a stomaci deboli.
Forse la trama è un po' "troppo" in tutto, e seguirla non è stato facile. In realtà questo non mi ha disturbato eccesivamente, perchè mi è sembrato di cogliere una certa atmosfera da Penny Dreadful (i racconti, non la serie tv) in questa ben costruita girandola di situazioni, pericoli, assassini, maledizioni, case decadenti e polverose.
Quest'ambientazione particolarmente cupa viene allegerita dalla personalità eccentrica dei due personaggi.Sidney Grice e March Middleton sono due protagonisti brillanti che si completano l'un l'altro. I loro scambi di battute sono vivaci e acuti. Sono la parte migliore del libro.

"Non serve a niente introfularsi a un ballo prima che l'orchestra abbia cominciato a suonare"
"Il giorno in cui sono arrivata a Gower Street mi avete detto che non amate le metafore", gli ricordai.
"Ed è così". Bevve le ultime gocce dalla tazza.
"Ma le trovo comunque un utile sistema per comunicare con coloro che sono intellettualmente meno dotati di me".
"Cioè il resto del mondo".
"Sarebbe immodesto da parte mia replicare". 

Grice non è esattamente un mostro di simpatia ma non si può fare a meno di seguirlo affascinati. Ho letto in varie recensioni che molti lettori lamentano una somiglianza tra Sidney Grice e Sherlock Holmes; in parte questo è vero, essendo una sterminata conoscenza e una ferrea logica deduttiva alla base del metodo di entrambi; ma c'è una differenza fondamentale che l'autore ha saputo rendere splendidamente nel creare il proprio personaggio: Holmes basa la propria sicurezza sulla consapevolezza della sua intelligenzza; Grice basa la propria, invece, anche sul disprezzo per gli altri esseri umani. Lui non è solo convinto di essere intelligente, lui è altresì convinto che gli altri intorno a lui siano poco più che trogloditi che sguazzano nel fango. Simpatico, vero? Ma comunque efficace.

In sintesi: un bel giallo vittoriano, appesantito da qualche involuzione di troppo nella trama, anche se scritto in maniera brillante e vivace. Ottimi i protagonisti, curata l'ambientazione. Voto: 7







lunedì 26 settembre 2016

I delitti di Mangle Street. I detective di Gower Street...

...di M.R.C. Kasasian.

La scheda del libro sul sito della Newton e Compton


Londra, 1882. La giovane March Middleton, rimasta orfana, viene accolta in casa del padrino, Sidney Grice, investigatore privato (anzi, personale, come si definisce lui stesso) e personalità decisamente eccentrica. Per una serie di circostanze, March prende parte ad una delle sue indagini, nostante la contrarietà del suo tutore.
Un uomo è stato arrestato per il brutale omicidio della moglie; la madre della vittima però è convinta della sua innocenza e si rivolge al signor Grice, il quale però sembra più impegnato a dimostrare la colpevolezza dell'uomo piuttosto che la sua innocenza. March invece è anche lei convinta che sia innocente. Chi dei due ha ragione?
I delitti di Mangle Street è il primo giallo della serie I detective di Glower Street. 
I detective in questione sono ovviamente Sidney Grice e March Middleton.
Due personalità molto diverse ma molto originali. Mr. Grice è un uomo di mezza età, molto sicuro di sé, misogino, supponente e sprezzante verso qualunque altro essere umano. Si vanta di non avere amici, di non avere buone maniere e di tenere in conto esclusivamente il denaro e la conoscenza. Ciò nonostante accoglie March in casa sua, perché ritiene di avere un debito con il suo defunto padre. Nel romanzo si sprecano i suoi rimbrotti e le sue affermazioni sprezzanti contro le più disparate categorie: le donne, i poveri, i poliziotti, i domestici. Mr. Grice risulta quindi tutto fuorché simpatico.
March dal canto suo è una ragazza non convenzionale; è cresciuta in giro per il mondo al seguito del padre, ufficiale medico dell'esercito di Sua Maestà, aiutandolo in veste di infermiera, e pertanto è sempre sfuggita alle assurde ma ferree regole della società vittoriana. Risposta pronta, cuore tenero e ingegno brillante sono le sue caratteristiche, che non sono molto apprezzate in donna dell'epoca.
Indubbiamente sono una coppia alquanto bizzarra e male assortita, ma insieme  - nonostante l'apparente insofferenza di Sidney Grice nei suoi confronti - riescono a mettere in luce i diversi aspetti del delitto su cui stanno investigando.
In verità Mr. Grice incarna il vero spirito della società vittoriana ma senza la patina di ipocrisia e buone maniere. Una società classista fino al midollo, dove la povertà è una colpa e i più deboli sono lasciati in balia delle avversità. March ne è il contrappunto, e la sua presenza serve a mitigare la mancanza di empatia e di umanità del suo tutore, rendendo in qualche modo sopportabile la sua presenza in scena. Infatti Sidney Grice è insopportabile, ma allo stesso tempo la sua logica, la sua abilità deduttiva e la sua cultura non possono che affascinare il lettore e catturarne l'attenzione dalla prima all'ultima pagina.
Il romanzo è narrato in prima persona da March; la trama gialla è piuttosto articolata e ingarbugliata, ma il finale è logico e soddisfacente. Molto accurata e realistica l'ambientazione storica. Londra ci appare in tutto il suo (poco) splendore e con tutte le sue (molte) miserie, ma senza quel velo di romanticismo di cui a volte nella letteratura moderna si ammanta l'epoca vittoriana.
Voto: 7 e 1/2