Pagine: 752Nel bosco di Monta Clare, Missouri, una mattina del 1975 un adolescente scompare. È l'inizio di un'epopea lunga trent'anni. La storia di un legame che nessun buio riuscirà a spegnere.
Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall’oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall’idea di ritrovarla, e di dare la caccia all’uomo che gli ha rovinato l’esistenza. Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell’ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.
Prima di cominciare a leggere questo libro, ho esitato a lungo. Un tredicenne che scompare è qualcosa che comincia ad angosciarmi già dalla quarta di copertina. Suppomgo che ogni lettore abbia la sua lista personale di ciò che non riesce a leggere, o riesce a leggere molto a fatica Non parlo di generi, parlo di temi che toccano corde così sensibili da essere troppo difficili da affrontare.
Comunque, alla fine, grazie anche al parere positivo della Bacci del blog
Due lettrici quasi perfette mi sono decisa, e non mi sono pentita. (Grazie Bacci, ti devo un favore!)
La storia si apre con dei capitoli dedicati ai protagonisti, Patch e Saint. Due personalità uniche, e per questo emarginate, che, inevitabilmente, come spinti dalla forza del destino, si trovano e uniscono le loro esistenze. La prima parte, che ha una poesia e profondità rare, potremmo definirla come prima.
Questo romanzo infatti può essere appunto diviso in un prima e in un dopo. Il prima ha il sapore della provincia americana, coi suoi stereotipi di facciata, ma ha soprattutto il sapore dell'adolescenza, dell'amicizia, della speranza, dei sentimenti e delle passioni totali, assolute, irrazionali. Per certi versi questa prima parte ricorda il racconto di Sthephen King Il corpo (Ricordo di un'estate)(1) per la delicatezza con cui racconta il momento in cui l'infanzia è alle spalle, ma l'età adulta è ancora lontana. Delicatezza sì, ma anche cruda realtà, perchè a volte l'adolescenza non ha niente di romantico, anzi.
Poi arriva quel dopo, Patch scompare e Saint comincia a vivere in funzione del suo amico e con l'unico obiettivo di ritrovarlo. Incredibilmente ciò accade, ma in realtà Patch non torna davvero. Non riesce a lasciarsi alle spalle quello che è successo, e resta in quello scantinato buio mentre Saint cerca ancora di tirarlo fuori. Tutta la sua vita diventa un'enorme rincorsa a qualcosa che ha perso in quello scantinato, o forse a qualcosa che non ha mai avuto, senza rendersente conto prima di finire prigioniero nel buio.
Tutti i colori del buio non è un thriller pieno di suspence, colpi di scena e inseguimenti mozzafiato. È la storia di un dolore lughissimo, di un'ossessione, di un trauma e degli effetti devastanti che esso può avere su chi ci sta intorno. Ho letto diverse recensioni negative che definivamo questo romanzo lentro, prolisso e noioso. Per quanto io possa concordare che nella parte centrale qualche decina di pagine in meno avrebbe giovato alla storia, mi permetto di dissentire sul resto. Credo che Tutti i colori del buio sia uno dei libri meglio scritti che io abbia mai letto.
Patch e Saint sono i protagonisti ma non gli unici personaggi. La voce di tutti è unica, e la loro anima viene mostrata con una abilità stupefacente. Non capita spesso di poter dire che dei personaggi ti restano dentro, così come non è scontato essere assolutamente in disaccordo con quello che scelgono di fare i personaggi, ma allo stesso tempo trovare le loro azioni del tutto credibili e coerenti.
Certo, questa non è una storia facile da leggere, perchè porta con sè un carico emotivo non indifferente. Eppure il dolore qui è raccontato con pudore, con semplicità, senza spettacolarizzarlo, ma con una naturalezza che sembra volerci dire che la sofferenza di un essere umano è qualcosa che appartiene a chiunque, perchè qui è una cosa che nasce dall'amore. Il dolore nasce dal fatto di amare o aver amato qualcuno, più che dalla tragedie che il destino ha posto sulla strada dei protagonisti.
Non posso fare a meno di pensare ad un altro romanzo carico di dolore, Una vita come tante di Hanya Yanagihara, libro che ho lasciato a metà senza tanti rimpianti perchè la mia impressione era che l';autrice volesse mostrare il dolore tanto per colpirci e stordirci, per farci vedere quanto la sua scrittura fosse efficace nel farci piangere e disperare. Christ Whitaker invece, a parer mio, ha una storia da narrare, una storia bellissima e dolente di persone che forse non esistono, ma che potrebbero benissimo essere reali.
Io non posso fare altro che consigliare questo libro a chiunque, nonostante le sue 750 pagine e qualche lungaggine. I capitoli brevi e l'abilità narrativa di Whitaker vi aiuteranno nella lettura. Certo, se cercate un page turning mozzafiato, questo non è il romanzo per voi. Ma se cercate una storia autentica, profonda, che non vi lascerà dopo che avrete chiuso il volume, avete trovato la vostra prossima lettura.
(1 )Il racconto solitamente è contenuto nell'antologia Stagioni diverse, e ne è stato tratto anche un film, Stand by me.